Un amico dal carattere acido

Questa volta l’ho sentito. Era davvero lui.

Abbondante, pungente e travolgente. Affamato dei miei muscoli. In un unico aggettivo: acido.

Il lattato.

L’allenamento di ieri è stato davvero intenso. Mi ha riportato alla mente la stessa sensazione di fatica della prima volta che ho fatto 4 da 3000 al remoergometro, dei miei primi 2000 metri di gara in barca (una fatica così non l’avevo mai sentita!!). Mi ha ricordato le ripetute sulle gradinate: su su e ancora più su senza pausa fino all’esaurimento. Per non parlare dei 10 da 400 “a manetta” in pista.

E chi ne ha più ne metta.

Stavolta il lattato l’ho visto -ehm sentito- e le gambe oggi mi fanno male. Molto.

Spesso dopo lavori di questo genere – detti appunto “lattacidi”- sento dire “Ahi mi fanno male i muscoli per l’acido lattico dell’allenamento di ieri”. Niente di più errato!

Nel corso dell’esercizio fisico intenso l’energia viene prodotta  attraverso la via metabolica  della glicolisi anaerobica. In parole semplici si produce energia attraverso la degradazione del glucosio e si forma acido lattico all’interno del muscolo. Sempre qui, l’acido lattico, viene completamente dissociato in un protone (idrogeno) ed in un anione (il lattato).

Pertando l’acido lattico che si forma nel muscolo in seguito a sforzi intensi e di breve durata non è altro che la somma di idrogeno + lattato. Quando si parla di esercizio muscolare è quindi più corretto parlare di lattato che di acido lattico.

Il lattato non è una “tossina” che avvelena il muscolo. Esso è semplicemente un prodotto intermedio di questo genere di processo di energia.

La massima concentrazione di lattato nel sangue si ha per sforzi massimali di 1-3 minuti; nella corsa teoricamente si può assumere che la concentrazione sia massima al temine di una gara di 800 m.

Lo smaltimento del lattato avviene mediante varie modalità -in cui ora non mi addentro.

Quello che voglio mostrarti è che, indipendentemente dalla quantità accumulata, dopo 15–17 minuti di lattato prodotto ne rimane la metà; dopo altri 15–17 minuti si ha un ulteriore dimezzamento. E così via.

Il ritorno delle concentrazioni di lattato ai valori di riposo può durare da una a due ore.

Questo significa che dopo 2 ore dallo sforzo l'”eccesso” di lattato nel muscolo è scomparso.

Per questo non è corretto affermare che “il giorno dopo” il male ai muscoli -successivo ad uno sforzo lattacido- è causato dalla presenza di acido lattico. Semplicemente perchè dopo 2 ore dallo sforzo di lattato non ne rimane nemmeno l’ombra.

E allora a cos’è dovuto questo dolore muscolare “del giorno dopo”?

Ti ho mostrato che l’acido lattico non è altro che la somma degli ioni i idrogeno più lattato.

Il lattato dopo 2 ore sparisce. E lo ione idrogeno che fine fa?

Durante il recupero la concentrazione di ioni H+ ritorna alla normalità dopo 30–40 minuti di recupero passivo o, meglio, attivo (corsetta lenta, pedalata blanda, nuotata easy, remata facile, ecc.).

Il danno però rimane. Si è visto che la produzione in eccesso di acido lattico comporta un vero e proprio stato di “acidosi” nella muscolatura che comporta un transitorio danno muscolare. Dopo massimo due giorni il tutto scompare.
Alla base della sintomatologia dolorosa vi sono delle vere e proprie microscopiche lesioni delle fibrocellule muscolari (soprattutto della membrana cellulare).

Questo tipo di dolore si presenta anche nell’atleta molto allenato.

La domanda sorge spontanea ora: la nutrizione ci potrebbe aiutare ad alleviare questo genere di dolore? Ci sono degli alimenti che potrebbero velocizzare il recupero da questo tipo di lavoro muscolare?

Resta collegato e lo scoprirai!

Foto: Google Images

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Informazioni su sporteat

PHD, Specialista in nutrizione e integrazione dello sport, responsabile Enervit Nutrition Center by Equipe Enervit. La mia vita è lo sport. Inizio a nuotare, vesto l'azzurro col canottaggio, mi diverto con la corsa a piedi, con la bicicletta e qualche volta anche con il triathlon. Vivo per lo sport. Sogno per la montagna
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