Sei food addicted ?

Quando vedi patatine sul banco di un bar sei in grado di resistere? E sei capace di limitarti a un solo biscotto, un piccolo pezzo di cioccolato o un solo cucchiaino di Nutella?

No?!! Beh, non sei l’unico!

Alle volte appare più semplice resistere alla fatica ma non al cibo. Soprattutto se è gratificante.

La carenza di alcuni nutrienti dopo allenamenti intensi o lunghi porta a ricercare alimenti ricchi di quelli di cui si è carenti. E’ istinto. Ad esempio, quando esegui sedute superiori ai 60-90′ continuati è possibile che al termine di essi tu possa aver voglia di pane, pasta, Coca-Cola, ecc. Si chiama “fame selettiva”. Ed è una capacità preziosa dell’atleta in quanto lo porta a reintegrare con maggior desiderio la sostanza che ha esaurito.

Attenzione, però:  un conto è ricercare e desiderare alcuni specifici alimenti in determinati momenti, un altro è non riuscire a smettere di mangiarli.

Una sorta di dipendenza. Che porta all’eccesso di cibo. E spesso cibo spazzatura.

Alimenti trattati chimicamente, ricchi di zuccheri e prontamente disponibili come fast food o pre confezionati possono innescare una reazione nel cervello simile a quella dalle droghe come la cocaina e l’eroina. Questi alimenti, infatti, causano una catena di eventi nel sistema nervoso centrale che ci danno una sensazione di piacere, che rafforza quindi il comportamento alimentare. Alcuni individui sono più sensibili di altri alle reazioni del cervello di “alimenti che danno assuefazione” e possono più facilmente sviluppare un ciclo di cattive abitudini alimentari.

Patatine, orsetti gommosi, arachidi, cioccolatini e caramelline stimolano il cervello a rilasciare dopamina, il neurotrasmettitore associato al centro di piacere del cervello. La dopamina influenza i processi cerebrali che controllano il movimento, la risposta emotiva e la capacità di provare piacere e dolore. In altre parole, siamo portati a mangiare di più di quel che abbiamo bisogno poiché scegliamo i cibi sbagliati.

Alla fine il centro del piacere si assuefa e, ottenendo lo stesso piacere, richiede quantità crescenti dell’alimento. Come d’altra parte, accade con i farmaci.

I triatleti, i podisti, i ciclisti, i nuotatori, i canottieri, i fondisti in genere insomma possono essere particolarmente sensibili a mangiare cibi che danno assuefazione, poiché intaccano notevolmente le loro riserve di glicogeno durante gli allenamenti.

Mangiare cibi altamente zuccherini appena dopo gli allenamenti, permette di rifornire rapidamente le riserve di energia. Tuttavia, se consumare sovente questi alimenti diviene la regola si può aumentare il rischio di diventare “food addicted”.

Puoi importi di fare maggiore attenzione oppure per tre – quattro giorni consecutivi puoi compilare un diario alimentare annotando gli utili e gli inutili del tuo organismo. Solo così potrai eliminare il…cibo superfluo!

Foto: Google Images (come sempre!)

Biblio: ispirato da http://triathlete-europe.competitor.com/2012/05/18/are-you-a-food-addict/

 

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Informazioni su sporteat

PHD, Specialista in nutrizione e integrazione dello sport, responsabile Enervit Nutrition Center by Equipe Enervit. La mia vita è lo sport. Inizio a nuotare, vesto l'azzurro col canottaggio, mi diverto con la corsa a piedi, con la bicicletta e qualche volta anche con il triathlon. Vivo per lo sport. Sogno per la montagna
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