…e il mito del fat burn

Panettone e pandoro ti hanno messo K.O.? Hai assunto una forma simile a quella del tacchino ripieno, dopo averlo gustato e ingerito? E ora quando entri in piscina ti senti un tortello in brodo?

Le feste son quasi finite. E se tutto quello che ti hanno lasciato sono un paio di chili di grasso in eccesso – che ammorbidiscono la tua forma atletica e appesantiscono la tua prestazione-  è arrivato il momento di rimetterti in pista.

Il metodo di allenamento tradizionale per perdere i chili in eccesso è camminare, correre, pedalare, nuotare, remare. Il tutto a bassa intensità. E per tanti chilometri.

Il più lento si va, meglio è. Secondo un antico metodo la zona 1 di frequenza cardiaca (<60% della FC max) risulta perfetta. Ma è davvero efficace questo metodo?

In uno studio condotto dall’Università del Quebec (Tremblay et al., 1994) i ricercatori avevano fatto allenare un gruppo di soggetti a bassa intensità (bassa frequenza cardiaca 1) per 20 settimane. Un secondo gruppo, invece, si era allenato ad intervalli ad alta intensità (15-90 secondi sprint al 60-70% della potenza massima) per 15 settimane. Il primo gruppo aveva speso 28.757 calorie, mentre il gruppo ad alta intensità aveva bruciato 13.829 calorie.

Ferma, aspetta. Indovina cos’è successo.

I soggetti del gruppo ad alta intensità presentavano una riduzione delle pliche cutanee decisamente maggiore in relazione all’energia spesa. Significa che il secondo gruppo aveva perso maggior massa grassa rispetto al primo gruppo anche se aveva bruciato quantitativamente meno calorie. Questo è stato il risultato di un aumento del metabolismo dei grassi durante i periodi di riposo tra le sessioni di allenamento. I soggetti del gruppo a bassa intensità, invece, non hanno avuto alcun cambiamento nell’attività del metabolismo a riposo.

Attenzione. Non vi sto suggerendo come allenarvi in questo periodo dell’anno. Desidero solo mostrarvi la falsità di un mito, largamente diffuso. Ogni periodo ha la propria programmazione, secondo volume e intensità del carico, in base alla pianificazione annuale degli obiettivi.

Come sempre un grande aiuto può arrivare anche dalla nutrizione. Non dimenticare che la performance ottimale la costruisci durante le sedute…di allenamento e a tavola!

In fin dei conti la cosa più difficile è stata sopravvivere a questa maratona natalizia!

Appuntamento al prossimo post per…gustosi consigli “fat burn”

Se vuoi saperne di più, leggi http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8172103

C’è anche l’articolo Free!

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Informazioni su sporteat

PHD, Specialista in nutrizione e integrazione dello sport, responsabile Enervit Nutrition Center by Equipe Enervit. La mia vita è lo sport. Inizio a nuotare, vesto l'azzurro col canottaggio, mi diverto con la corsa a piedi, con la bicicletta e qualche volta anche con il triathlon. Vivo per lo sport. Sogno per la montagna
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